Trattori, l'estate gela il mercato
L'anno era cominciato con il segno più. Il 2025 si era chiuso con 17.573 trattori immatricolati, il 13,7% in più dell'anno prima, dopo il minimo storico del 2024. Nel primo trimestre del 2026 la crescita era proseguita, più lenta, con un +2,7%. Poi è arrivata l'estate, e il mercato si è fermato.
I numeri li ha diffusi il 13 ottobre FederUnacoma, la federazione dei costruttori italiani di macchine agricole, sulla base delle immatricolazioni registrate dal Ministero dei Trasporti. Fra luglio e settembre le vendite di trattori sono scese del 13,8% rispetto allo stesso periodo del 2025. Il trimestre estivo ha cancellato quanto guadagnato in primavera: da gennaio a settembre i trattori nuovi sono 12.290, il 3,3% in meno — circa quattrocento macchine in meno rispetto a un anno fa.
Non solo trattori
La frenata ha colpito quasi tutte le macchine. Le mietitrebbie hanno perso il 37,5% nel trimestre, eppure sui nove mesi restano in crescita del 12,4%, con 235 unità: segno che chi doveva comprarle lo ha fatto nella prima parte dell'anno, prima della trebbiatura. In calo estivo anche i sollevatori telescopici (-16,2%), che però chiudono i nove mesi a 916 unità, in aumento del 9,3%. Vanno peggio i rimorchi, 5.685 da inizio anno (-6,1%), e soprattutto i transporter, i mezzi a cassone con trazione integrale nati per le aziende di montagna e per i vigneti in pendenza: 542 in nove mesi, l'11,4% in meno.
Le ragioni della frenata
FederUnacoma indica quattro cause: l'instabilità geopolitica, il ritorno dell'inflazione, l'aumento dei costi di produzione e un clima difficile dalla fine della primavera a tutta l'estate. Tradotto nella vita di un'azienda agricola: il trattore si cambia quando l'annata lo permette. Con un raccolto incerto e le spese in aumento, l'acquisto si rimanda.
Non è un problema soltanto italiano. Le vendite di trattori sono in calo anche negli Stati Uniti, in Francia, in Germania, in Turchia e in Brasile. Nel confronto, l'Italia tiene.
La partita degli incentivi
È qui che si gioca il resto dell'anno. «L'intervento pubblico svolge un ruolo strategico», ha detto la presidente di FederUnacoma, Mariateresa Maschio: in una fase poco favorevole agli investimenti, i contributi permettono alle aziende di comprare macchine più moderne e più sicure. Il ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida ha parlato di quasi un miliardo di euro investito dal governo nella meccanizzazione agricola e di risorse triplicate per il bando sicurezza dell'Inail. Fra gli strumenti in campo c'è anche il Fondo innovazione dell'Ismea. I costruttori chiedono anche di guardare a nuovi mercati, in America Latina, nel Sud-est asiatico e in Africa.
Per chi ha in programma di cambiare o mettere in sicurezza il trattore, l'esperienza di quest'anno insegna una cosa: i bandi vanno seguiti da vicino. Il contributo Ismea per montare sul trattore di casa l'arco antiribaltamento, le cinture e i sensori di sicurezza ha accettato le domande per pochi giorni, dal 19 al 29 maggio, e le ha esaminate in ordine di arrivo. Chi è arrivato tardi è rimasto fuori.
Il prossimo appuntamento è a Bologna, dal 10 al 14 novembre, con l'EIMA: circa 1.800 espositori, oltre 600 dall'estero, da 45 Paesi. Sarà il primo banco di prova per capire se il mercato ripartirà già quest'inverno.
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